SCANDALO REGIONE TRA LE SPESE ANCHE GIOIELLI TIFFANY
Bologna, 27 ottobre 2013 - DOPO gli scontrini dei bagni pubblici, le caramelle, i divani-letto e i pranzi ‘multipli’, arrivano anche i gioielli di Tiffany. Ci sono infatti dei monili della nota griffe newyorkese fra le voci al vaglio degli inquirenti che indagano sulle spese ‘pazze’ dei consiglieri regionali. Ma la particolarità della questione è che su tre gioielli comprati dai consiglieri, due furono rispediti al mittente dai revisori dei conti, mentre il terzo passò e fu rimborsato. Una disparità di trattamento tutta da chiarire.
BEN DIVERSO il trattamento riservato dai revisori a uno dei due gruppi più grandi, cioè il Pdl o il Pd. Venne chiesto il rimborso per i regali di Natale, fra cui agende per 600 euro, ceste di varia grandezza e, appunto, un gioiello di Tiffany da alcune centinaia di euro. In quel caso fu rimborsato con i soldi dei contribuenti.L’ELENCO delle spese sospette sotto la lente della Guardia di finanza si allunga sempre più. I pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari procedono per peculato e attualmente sono indagati tutti e nove i capigruppo (Riva compreso), perché furono loro a firmare i rendiconti. Nei prossimi giorni verranno iscritti anche tutti i consiglieri che hanno effettuato le singole spese (presunte) irregolari.Quelli che furono respinti li aveva comprati a Natale 2011 Matteo Riva, l’ex Idv che denunciò i famosi sacchi neri e che attualmente è il capo del gruppo Misto. Erano due collane con ciondolo, valore circa 120 euro, che regalò alle sue due collaboratrici (con contratto cocopro), «visto che non avevano la tredicesima», dice. I revisori gli negarono però il rimborso e lui pagò di tasca sua.
L’unico modo per ‘salvarsi’ sarà dimostrare che l’acquisto fu fatto a fini istituzionali. Ma cosa centra infatti, tanto per fare un esempio già emerso, un asciugacapelli con l’attività del gruppo?
GLI INQUIRENTI hanno già sentito gli ex revisori dei conti. A inizio 2013 i revisori sono cambiati e i nuovi arrivati hanno introdotto regole più stringenti per i rimborsi (già acquisite dalla Procura). Una delle giustificazioni più ricorrenti fra i consiglieri è proprio questa: «I nostri bilanci erano approvati dai revisori, quindi è tutto ok». Il problema è che i revisori erano nominati dai politici e l’impressione degli investigatori è che fossero di manica un po’ larga.
«Fiducia e rispetto delle indagini — ha detto ieri il governatore Vasco Errani — i gruppi collaborano. Per il resto condivido le parole della presidente dell’Assemblea, Palma Costi (che giorni fa aveva detto: ‘Siamo virtuosi’; ndr)».
Gilberto Dondi

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