STIMARE UN GIOIELLO
Determinare il valore di un gioiello con una stima dipende da vari fattori:
1) il titolo di purezza dell’oro.
2)Il tipo di pietre presenti nell'oggetto e le relative caratteristiche.
3)la lavorazione dell'oggetto,industriale o artigianale.
4) l'epoca ed eventualmente la firma del gioiello
Vediamo assieme di cosa si tratta.
PUREZZA DELL’ORO
Premettendo che l'oro puro ha un titolo di 999,99 millesimi di purezza, 24 kt
Comunemente i gioielli vengono costruiti utilizzando oro con un titolo di 750 millesimi di purezza,18 kt.Cio' non toglie che si trovano oggetti fabbricati con oro che ha un titolo di 12Kt o addirittura 9Kt.
Il titolo dell’oro, ossia la quantità di metallo puro rispetto al peso, deve essere espresso in percentuale, ovvero in millesimi, ma comunemente si usa ancora la definizione di carato.
Il titolo di oro 750 è facile intuire che un oggetto conterrà il 75% di oro puro, se parlo invece di 8 carati non tutti possono sapere che il titolo corrisponde a 333 millesimi.
Vediamo allora i titoli più comunemente utilizzati:
- 916 millesimi (22k) nei paesi arabi
- 750 millesimi (18k) in Italia
- 583 millesimi (14k) in Francia, Germania, Inghilterra, USA
- 375 millesimi (9k) nei paesi poveri
Intanto perché usiamo il termine carato? Nell’antichità si riteneva che i semi del carrubo (in greco «keration») fossero tutti del medesimo peso e quindi venivano utilizzati come unità di misura, termine che poi è arrivato a noi attraverso l’arabo «qirat» che significa «ventiquattresima parte».
Ma perché i carati sono suddivisi in 24 parti? Dobbiamo rifarci alla «pietra di paragone», una pietra particolare proveniente dall’antica regione della Licia (attuale Turchia) che veniva utilizzata per controllare la purezza dell’oro: sfregando su di essa un oggetto il colore che ne risultava veniva confrontato con uno dei 24 di cui si conosceva la composizione e così se ne determinava il titolo.
Una prima regolamentazione sui titoli utilizzati in oreficeria si deve ad Edoardo I che nel 1300 stabilì di utilizzare la misura di 19,2 carati, per poi passare, nel 1476, ai 18 carati con Edoardo IV.
Per quanto riguarda invece i titoli delle monete queste all’inizio erano quasi tutte di oro puro per poi scendere progressivamente ai 22 carati (titolo della sterlina e di tutte le monete in ambito inglese, vedi il sudafricano krugerrand) mentre nel resto dell’Europa, sotto l’influsso napoleonico, si scelse il titolo di 900 millesimi per i marenghi.
Abbiamo già parlato in un precedente articolo dei marchi che, per legge, debbono essere impressi sugli oggetti, sarebbe buona norma abituarsi a controllarli perché non in tutti i paesi il titolo è uguale ed anche in Italia si incomincia a commercializzare dell’oreficeria che non è più a 750 millesimi, ma meno.
Ora, se si tratta di un modo per rendere più accessibile al pubblico oggetti preziosi altrimenti difficilmente commerciabili dato il valore attuale dell’oro puro e se il cliente viene correttamente informato nessun problema, ma a volte, specialmente all’estero, si è convinti di fare un buon affare ed invece stiamo acquistando un gioiello che contiene meno oro di quello che pensiamo.
LE PIETRE
La qualità delle gemme dipende da fattori quali: grandezza della pietra e purezza del colore.
La grandezza delle gemme si misura in carati (1 carato = 0,2 grammi).
Un carato è diviso in 100 “punti”. Perciò una gemma di 25 punti pesa un quarto di carato, ovvero 0,25 carati.
In particolare, per quanto riguarda i diamanti, le caratteristiche che ne determinano il valore sono le cosiddette “4C”:
il peso (Carat) espresso in carati (1 carato = 0,2 grammi);
il colore (Colour): quasi tutti i diamanti contengono minute tracce di carbonio non cristallizzato, l’elemento dal quale sono stati originati. Molte non sono visibili ad occhio nudo e hanno bisogno di essere ingrandite per diventare visibili. Sono chiamate inclusioni e sono le “impronte digitali naturali” che fanno di ogni diamante un pezzo unico. In ogni caso, meno inclusioni ci sono, più rara è la gemma;
il taglio (Cut) è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce;
la purezza (Clarity): un diamante è privo di imperfezioni se, dopo un esame a 10 ingrandimenti da parte di un esperto in condizioni di illuminazione normali, è stato trovato privo di “inclusioni” o caratteristiche interne.Questo per quanto riguarda i diamanti,mentre invece per le altre pietre preziose,zaffiri,rubini e smeraldi, non ci sono tabelle da consultare ma soltanto un occhio esperto ed allenato e molta esperienza potranno stabilire la caratura la purezza il colore ed infine il valore delle stesse.
MANIFATTURA
La qualità della manifattura è una stima molto difficile poiché solo l’occhio di un vero esperto può capire il tempo e l’arte necessari per realizzare un gioiello. Ecco perché la prima grande differenza è tra manifattura artigianale e industriale. Nel primo caso, siamo di fronte ad un gioiello unico e irripetibile,nel secondo caso, invece, il gioiello avrà, diciamo che avrà delle copie in giro per il mondo...
L'epoca e la firma
La prima cosa che si analizza in un gioiello e' la presenza di un timbro e di una firma.
Dalla fattura dell'oggetto si risale all'epoca della costruzione ed eventualmente la presenza di una firma,(Cartier-Bvlgari- Van Cleef- Tiffany-ecc),determina un aumento nel valore dell'oggetto che si sta valutando.
In generale, dunque, se volete far stimare i vostri gioielli, vi suggersco di rivolgervi a più negozi poiché la stima è in parte un fattore oggettivo (vedi il caso della purezza dell’oro e delle gemme) ma in parte anche un fattore soggettivo (vedi il caso della manifattura), e alla fine confrontarle tutte e fare una media.Se invece decidete di far stimare il vostro gioiello presso una casa d'asta,dovete sapere che di norma tendono a sottostimare i gioielli e farli partire con una base d'asta bassa per renderli piu' appetibili,se decidiate di lasciarli e metterli in vendita presso di loro.
Per qualsiasi chiarimento e se avete bisogno di stimare i vostri gioielli per saperne il valore o per una divisione ereditaria,potete contattarmi con la mail, e mandarmi una foto di quello che volete stimare per una prestima per capire di cosa si tratta.Grazie.
massimiliano.facchini@gmail.com
1) il titolo di purezza dell’oro.
2)Il tipo di pietre presenti nell'oggetto e le relative caratteristiche.
3)la lavorazione dell'oggetto,industriale o artigianale.
4) l'epoca ed eventualmente la firma del gioiello
Vediamo assieme di cosa si tratta.
PUREZZA DELL’ORO
Premettendo che l'oro puro ha un titolo di 999,99 millesimi di purezza, 24 kt
Comunemente i gioielli vengono costruiti utilizzando oro con un titolo di 750 millesimi di purezza,18 kt.Cio' non toglie che si trovano oggetti fabbricati con oro che ha un titolo di 12Kt o addirittura 9Kt.
Il titolo dell’oro, ossia la quantità di metallo puro rispetto al peso, deve essere espresso in percentuale, ovvero in millesimi, ma comunemente si usa ancora la definizione di carato.
Il titolo di oro 750 è facile intuire che un oggetto conterrà il 75% di oro puro, se parlo invece di 8 carati non tutti possono sapere che il titolo corrisponde a 333 millesimi.
Vediamo allora i titoli più comunemente utilizzati:
- 916 millesimi (22k) nei paesi arabi
- 750 millesimi (18k) in Italia
- 583 millesimi (14k) in Francia, Germania, Inghilterra, USA
- 375 millesimi (9k) nei paesi poveri
Intanto perché usiamo il termine carato? Nell’antichità si riteneva che i semi del carrubo (in greco «keration») fossero tutti del medesimo peso e quindi venivano utilizzati come unità di misura, termine che poi è arrivato a noi attraverso l’arabo «qirat» che significa «ventiquattresima parte».
Ma perché i carati sono suddivisi in 24 parti? Dobbiamo rifarci alla «pietra di paragone», una pietra particolare proveniente dall’antica regione della Licia (attuale Turchia) che veniva utilizzata per controllare la purezza dell’oro: sfregando su di essa un oggetto il colore che ne risultava veniva confrontato con uno dei 24 di cui si conosceva la composizione e così se ne determinava il titolo.
Una prima regolamentazione sui titoli utilizzati in oreficeria si deve ad Edoardo I che nel 1300 stabilì di utilizzare la misura di 19,2 carati, per poi passare, nel 1476, ai 18 carati con Edoardo IV.
Per quanto riguarda invece i titoli delle monete queste all’inizio erano quasi tutte di oro puro per poi scendere progressivamente ai 22 carati (titolo della sterlina e di tutte le monete in ambito inglese, vedi il sudafricano krugerrand) mentre nel resto dell’Europa, sotto l’influsso napoleonico, si scelse il titolo di 900 millesimi per i marenghi.
Abbiamo già parlato in un precedente articolo dei marchi che, per legge, debbono essere impressi sugli oggetti, sarebbe buona norma abituarsi a controllarli perché non in tutti i paesi il titolo è uguale ed anche in Italia si incomincia a commercializzare dell’oreficeria che non è più a 750 millesimi, ma meno.
Ora, se si tratta di un modo per rendere più accessibile al pubblico oggetti preziosi altrimenti difficilmente commerciabili dato il valore attuale dell’oro puro e se il cliente viene correttamente informato nessun problema, ma a volte, specialmente all’estero, si è convinti di fare un buon affare ed invece stiamo acquistando un gioiello che contiene meno oro di quello che pensiamo.
LE PIETRE
La qualità delle gemme dipende da fattori quali: grandezza della pietra e purezza del colore.
La grandezza delle gemme si misura in carati (1 carato = 0,2 grammi).
Un carato è diviso in 100 “punti”. Perciò una gemma di 25 punti pesa un quarto di carato, ovvero 0,25 carati.
In particolare, per quanto riguarda i diamanti, le caratteristiche che ne determinano il valore sono le cosiddette “4C”:
il peso (Carat) espresso in carati (1 carato = 0,2 grammi);
il colore (Colour): quasi tutti i diamanti contengono minute tracce di carbonio non cristallizzato, l’elemento dal quale sono stati originati. Molte non sono visibili ad occhio nudo e hanno bisogno di essere ingrandite per diventare visibili. Sono chiamate inclusioni e sono le “impronte digitali naturali” che fanno di ogni diamante un pezzo unico. In ogni caso, meno inclusioni ci sono, più rara è la gemma;
il taglio (Cut) è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce;
la purezza (Clarity): un diamante è privo di imperfezioni se, dopo un esame a 10 ingrandimenti da parte di un esperto in condizioni di illuminazione normali, è stato trovato privo di “inclusioni” o caratteristiche interne.Questo per quanto riguarda i diamanti,mentre invece per le altre pietre preziose,zaffiri,rubini e smeraldi, non ci sono tabelle da consultare ma soltanto un occhio esperto ed allenato e molta esperienza potranno stabilire la caratura la purezza il colore ed infine il valore delle stesse.
MANIFATTURA
La qualità della manifattura è una stima molto difficile poiché solo l’occhio di un vero esperto può capire il tempo e l’arte necessari per realizzare un gioiello. Ecco perché la prima grande differenza è tra manifattura artigianale e industriale. Nel primo caso, siamo di fronte ad un gioiello unico e irripetibile,nel secondo caso, invece, il gioiello avrà, diciamo che avrà delle copie in giro per il mondo...
L'epoca e la firma
La prima cosa che si analizza in un gioiello e' la presenza di un timbro e di una firma.
Dalla fattura dell'oggetto si risale all'epoca della costruzione ed eventualmente la presenza di una firma,(Cartier-Bvlgari- Van Cleef- Tiffany-ecc),determina un aumento nel valore dell'oggetto che si sta valutando.
In generale, dunque, se volete far stimare i vostri gioielli, vi suggersco di rivolgervi a più negozi poiché la stima è in parte un fattore oggettivo (vedi il caso della purezza dell’oro e delle gemme) ma in parte anche un fattore soggettivo (vedi il caso della manifattura), e alla fine confrontarle tutte e fare una media.Se invece decidete di far stimare il vostro gioiello presso una casa d'asta,dovete sapere che di norma tendono a sottostimare i gioielli e farli partire con una base d'asta bassa per renderli piu' appetibili,se decidiate di lasciarli e metterli in vendita presso di loro.
Per qualsiasi chiarimento e se avete bisogno di stimare i vostri gioielli per saperne il valore o per una divisione ereditaria,potete contattarmi con la mail, e mandarmi una foto di quello che volete stimare per una prestima per capire di cosa si tratta.Grazie.
massimiliano.facchini@gmail.com

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